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SACCHETTI IN CARTA BIODEGRADABILE

Sacco carta biodegradabile

La seconda vita dei sacchetti di carta

Un po’ offuscata dal successo commerciale delle bioplastiche, la funzione dei sacchetti di carta nel mondo degli imballaggi aveva bisogno di un rilancio.
Una sperimentazione ha voluto dimostrare che i sacchetti sono biodegradabili e compostabili ai sensi delle normative, e che possono essere utilizzati per la raccolta differenziata dei rifiuti umidi.

Che la carta sia un materiale biodegradabile e compostabile non è di per sé un dato da mettere in discussione, eppure, quando si parla
di requisiti tecnici degli imballaggi e dei sacchetti di cartasecondo le direttive europee, occorre validare certe affermazioni con dati sperimentali. Comieco, il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, ha condotto nel 2008 una sperimentazione sui sacchetti di carta per la spesa, con lo scopo di confermarne la biodegradabilità e la disintegrabilità, e verificarne la rispondenza ai requisiti espressi nella norma EN 13432-2000. Per il supporto tecnico-scientifico nella sperimentazione, il Consorzio si è avvalso dei laboratori della Stazione Sperimentale Carta Cartoni e Paste per Carta (Sccp) specializzati nelle prove per l’industria cartaria, e del Consorzio Italiano Compostatori (Cic), che attesta la compostabilità dei materiali e la qualità degli ammendanti compostati prodotti (Dlgs 217/06).

Le direttive europee in tema di imballaggi, sanciscono che essi, a fine vita (imballaggi post-consumo), non possono essere rilasciati tali e quali nell’ambiente, ma devono essere riciclati come materiale, oppure bruciati per produrre energia, o compostati. Già da qualche anno sono in commercio sacchetti di carta per la raccolta dei rifiuti umidi domestici, ma questo settore è stato poi in buona parte sostituito da quello delle bioplastiche (polimeri biodegradabili derivanti da fonti vegetali). È sembrato quindi opportuno ricordare che anche i sacchetti di carta sono materiali certificabili per quanto riguarda la biodegradabilità e la disintegrabilità».

«Con questa sperimentazione», commenta Werner Zanardi, tecnico del CIC, «abbiamo verificato che i sacchetti di carta per alimenti (pane, frutta) e gli shopper per asporto merce disponibili presso tutti i punti vendita possono essere utilizzati, terminata la loro funzione convenzionale di contenitori di merce, per raccogliere la frazione umida dei rifiuti domestici da conferire presso gli impianti di compostaggio. Dipende dalle scelte delle singole amministrazioni
comunali se mettere a disposizione dei cittadini sacchetti di carta (piuttosto che in bioplastica) dedicati alla raccolta dell’umido o se consentire, in alternativa, anche l’utilizzo dei shopping bag. L’indagine», conclude Zanardi, «in sostanza ha cercato di portare
all’attenzione dell’opinione pubblica il tema della raccolta diff erenziata dello scarto organico che sta facendo registrare una lieve diminuzione sulla qualità (presenza di plastiche tradizionali) e che quindi ha
bisogno di essere nuovamente incentivata.
Come Consorzio, il nostro messaggio di sensibilizzazione si rivolge non solo al singolo cittadino che gestisce i propri rifi uti in ambito
domestico, ma anche ai settori della grande ristorazione (mense scolastiche, ospedaliere, sagre, feste ecc) da cui originano importanti
quantitativi di scarti organici che se raccolti con contenitori adeguati (sacchi di carta o bioplastica compostabili) rappresentano un
fl usso di materiali merceologicamente molto puri e ideali per la produzione di ammendanti compostati di qualità».


Le fasi della sperimentazione
Il campione esaminato era costituito da una miscela di sacchetti di carta per pane e frutta, e sacchetti per la spesa stampati in fibra vergine e riciclata con maniglie in carta.
I campioni sono stati forniti dai produttori italiani aderenti al Gruppo Shopping bags di specializzazione che opera in seno adAssografi ci [www.assografi ci.it]. Le prove sono state eseguite parallelamente
in laboratorio e in campo. Il test di «determinazione della biodegradabilità in compost» è stato condotto in laboratorio dalla Stazione Sperimentale Carte Cartoni e Paste per carta di Milano, mentre il Consorzio Italiano Compostatori ha eff ettuato la prova di disintegrabilità in campo presso un impianto industriale di compostaggio. Nei paragrafi seguenti riportiamo, in sintesi, le modalità e i risultati dei test condotti.

la prova di biodegradabilità
La prova consiste nella valutazione della completa trasformazione del materiale in esame (borse in carta per la spesa) in anidride carbonica e acqua a opera dei microrganismi presenti in ambiente di compostaggio.
Il campione, fi nemente triturato, è stato disperso in compost maturo (rapporto in peso secco 1:6) e posto in reattori da 3 litri continuamente areati con aria umidifi cata e incubati a 8°C.

Sono state allestite prove in triplo: sia per il campione in esame (2 g macinato in particelle di dimensioni inferiori a 1 mm), sia per reattori contenenti solo compost (prova in bianco) e cellulosa pura (Avicel Merck, riferimento completamente biodegradabile).
A intervalli di tempo regolari, è stata determinata la concentrazione di anidride carbonica nell’aria in uscita dai reattori, e, in base a questa, è stata opportunamente calcolata la percentuale di materiale biodegradato dai microrganismi rispetto al tempo di incubazione.
Il materiale in esame, per poter essere dichiarato completamente biodegradabile, deve raggiungere alla fi ne del test una trasformazione ad almeno il 90 in anidride carbonica e acqua. Nello specifi co, il campione, dopo 46 giorni di incubazione, è risultato biodegradabile in compost maturo, raggiungendo un valore medio di biodegradazione superiore al 90 .
la prova di disintegrabilità
Il metodo previsto per determinare la disintegrabilità è stato implementato dal Cic, che ha predisposto l’esecuzione del test su scala reale, presso un impianto occorre inoltre dimostrare che il manufatto testato non presenti eff etti negativi sul processo di trattamento né sulla qualità dell’ammendante fi nale. A tale scopo sono stati monitorati i parametri di processo quali temperatura e umidità della massa e, alla fi ne del test, sono state condotte delle analisi di laboratorio sul compost ottenuto (contenuto in metalli pesanti, azoto, umidità, pH, microrganismi patogeni ecc.).

Articolo tratto da Rivistedigitali.

 

sacchetti di carta biodegradabile

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